Patti ha conquistato un primato di cui non c’è nulla da festeggiare. Secondo la quarta edizione del “Libro Nero sull’azzardo”, il rapporto curato da CGIL, Federconsumatori e Fondazione ISSCO presentato il 27 maggio 2026, la nostra città risulta prima in Italia per spesa nel gioco d’azzardo online pro capite, con una cifra che sfiora i 7.700 euro l’anno per abitante. Non è un caso isolato: la provincia di Messina è al vertice nazionale per denaro giocato e la Sicilia è la regione che spende di più. Davanti a numeri come questi, l’Associazione Omnia ritiene doveroso prendere posizione.
Diciamo subito da che parte stiamo, e da quale parte non stiamo. Non è in discussione la libertà delle persone, né vogliamo puntare il dito contro gli esercenti, che nella quasi totalità dei casi operano nel pieno rispetto delle regole e delle concessioni. Il punto è un altro: quando una comunità arriva a giocare cifre simili, non siamo più di fronte a una somma di scelte individuali, ma a una questione sociale ed economica collettiva. Sono soldi che escono dalle famiglie, dal commercio locale, dal risparmio; e dietro le statistiche ci sono debiti, relazioni che si spezzano e sofferenza spesso nascosta.
Nascosta davvero: ed è forse il dato più preoccupante. A fronte di una diffusione così ampia, le persone effettivamente seguite dai servizi pubblici per la dipendenza restano pochissime — poche centinaia in tutta la provincia. Significa che la stragrande maggioranza di chi è in difficoltà non chiede aiuto, per vergogna o perché non sa a chi rivolgersi. È proprio su questo sommerso che un’associazione di tutela come la nostra può e deve fare la differenza.
🎯 Cosa chiediamo alle istituzioni
La Sicilia si è già dotata di uno strumento serio, la legge regionale 24 del 2020 sulla prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, che affida ai Comuni poteri concreti. Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale di Patti di usarli fino in fondo: adottare un regolamento sugli orari di accensione degli apparecchi, far rispettare il “distanziometro” che tiene slot e sale lontane almeno 300 metri dai luoghi sensibili — scuole, chiese, centri per anziani, impianti sportivi — e premiare con agevolazioni sui tributi locali gli esercizi che aderiscono al marchio “Slot No Grazie”. Chiediamo inoltre di investire nella prevenzione nelle scuole e di rafforzare i servizi territoriali per le dipendenze, oggi evidentemente sottodimensionati rispetto al bisogno.
🤝 Cosa facciamo noi, da subito
Una presa di posizione che si fermasse alle parole servirebbe a poco. Per questo l’Associazione Omnia mette a disposizione dei cittadini un punto di ascolto e orientamento gratuito: aiutiamo chi vuole fermarsi a iscriversi al Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA), indirizziamo verso i servizi sanitari competenti, e soprattutto affianchiamo le famiglie travolte dai debiti con gli strumenti che già conosciamo bene, dalle procedure di sovraindebitamento all’amministrazione di sostegno, fino alla tutela contro pubblicità ingannevoli e operatori illegali. Abbiamo raccolto tutto in una guida pratica pensata per chi gioca e per chi gli sta accanto.
Il gioco d’azzardo non si combatte con la colpa, ma con l’informazione, la prevenzione e una rete che faccia sentire le persone meno sole. Patti può smettere di essere prima in questa classifica. Noi ci siamo.
📌 Da leggere subito
Abbiamo preparato una guida concreta con i passi da fare, i numeri da chiamare e gli aiuti disponibili: Dipendenza da gioco d’azzardo: la guida pratica per chi gioca e per le famiglie.
Hai bisogno di aiuto o vuoi segnalarci una situazione? Chiama il Numero Verde 800 210 825. Per l’emergenza dipendenza è attivo anche il Telefono Verde Nazionale 800 55 88 22 dell’Istituto Superiore di Sanità.
Questo comunicato esprime una posizione dell’Associazione Omnia su un fenomeno di rilevanza sociale e non contiene alcun addebito nei confronti di operatori o esercizi determinati, che operano legittimamente nell’ambito delle concessioni statali. I dati citati sono tratti dal “Libro Nero sull’azzardo” (CGIL, Federconsumatori, Fondazione ISSCO, 2026) e dalla stampa.


