Mutuo a tasso variabile: cos’è la clausola “floor” e quando puoi chiedere un rimborso

Pubblicato: 7 Luglio 2026 | Redazione Associazione Omnia, Patti (ME)

Hai un mutuo a tasso variabile e negli ultimi anni, nonostante i tassi di riferimento fossero bassissimi (o addirittura negativi), la tua rata non è mai scesa sotto una certa soglia? Potresti avere nel contratto una clausola floor. Non è per forza un problema — ma vale la pena controllare.

Cos’è la clausola floor

“Floor” in inglese significa “pavimento”. Nei mutui a tasso variabile, indica un limite minimo sotto il quale il tasso di interesse non può scendere, qualunque cosa succeda al parametro di riferimento (di solito l’Euribor). In pratica: se l’Euribor scende molto, o va sotto zero, tu continui comunque a pagare almeno quel tasso minimo.

Tra il 2015 e il 2022 l’Euribor è stato a lungo negativo o vicinissimo allo zero: chi aveva un mutuo con clausola floor, in quel periodo, non ha beneficiato pienamente del ribasso e ha pagato più di quanto avrebbe pagato senza quella soglia.

È legale?

Qui serve chiarezza, perché si legge spesso il contrario: la clausola floor, di per sé, è legittima. Le banche possono inserirla. Il punto non è “se” c’è, ma come è stata scritta e comunicata.

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 1942/2025) e le disposizioni della Banca d’Italia, la clausola è valida quando:

  • è scritta in una parte specifica e ben identificabile del contratto (non nascosta tra altre clausole);
  • indica in modo chiaro il tasso minimo applicabile (“tasso minimo”, “soglia minima”, numero preciso);
  • il cliente l’ha potuta conoscere ed è stata sottoscritta con consapevolezza del suo effetto economico.

Se invece la soglia minima non era chiaramente indicata, o era scritta in modo ambiguo/nascosto, la clausola può essere nulla: in quel caso hai diritto a chiedere indietro la differenza di interessi pagati in più.

Come controllare il tuo contratto

Prendi il contratto di mutuo (o il modulo con le condizioni economiche) e cerca:

  1. la sezione “Condizioni economiche” o “Clausole particolari”;
  2. espressioni come “tasso minimo applicabile”, “soglia minima del tasso”, o un valore percentuale accanto alla voce “floor”;
  3. se questa soglia era scritta in modo chiaro, con un numero preciso, in una parte visibile — oppure se era di fatto nascosta o poco comprensibile.

Se non trovi nulla, probabilmente il tuo mutuo non ha questa clausola. Se la trovi ma non ricordi di averla notata o compresa al momento della firma, è il caso di approfondire.

Cosa fare se sospetti un problema

  1. Verifica il periodo in cui l’Euribor è stato molto basso o negativo (indicativamente giugno 2015 – maggio 2022): è lì che un floor non trasparente può aver fatto la differenza sulla rata;
  2. invia alla banca una richiesta formale (PEC o raccomandata A/R) di verifica e, se del caso, di restituzione della differenza pagata;
  3. se la banca non risponde o rifiuta, puoi rivolgerti gratuitamente all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per importi fino a 100.000 euro, oppure valutare una causa ordinaria.

Come ti aiuta Associazione Omnia

Non è sempre facile capire da soli se una clausola era scritta in modo trasparente o no. Offriamo un ascolto e una prima valutazione gratuita del tuo contratto, per capire se vale la pena approfondire e quali passi muovere.

Numero verde 800 210 825info@associazioneomnia.it

Questo articolo ha valore informativo generale e non sostituisce una valutazione del singolo contratto: ogni caso va verificato nel merito.

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Associazione di tutela dei consumatori con sede a Patti (ME), Sicilia. Dal 2010 al fianco dei cittadini della provincia di Messina per la difesa dei diritti dei consumatori. Numero Verde: 800 210 825
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