Sovraindebitamento: le procedure per liberarsi legalmente dai debiti

Pubblicato: 13 Giugno 2026 | Redazione Associazione Omnia, Patti (ME)

📌 In sintesi (TL;DR)

  • Chi è schiacciato dai debiti e non è “fallibile” (privati, famiglie, piccole imprese) può accedere alle procedure di sovraindebitamento del Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019).
  • Esistono tre strade principali: ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore e liquidazione controllata.
  • Il debitore meritevole e incapiente può ottenere l’esdebitazione: la cancellazione dei debiti residui, anche senza pagare nulla (una volta nella vita).
  • Durante la procedura si bloccano pignoramenti e azioni dei creditori.
  • Serve l’aiuto di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC): spesso presso Camere di Commercio e Ordini professionali.

Mutui e prestiti che non si riescono più a pagare, cartelle che si accumulano, lo stipendio già impegnato da cessioni e pignoramenti: il sovraindebitamento non è una colpa, è una condizione che la legge riconosce e per cui prevede vie d’uscita concrete. Dal cosiddetto “salva-suicidi” al Codice della Crisi, oggi anche il privato cittadino può liberarsi legalmente dai debiti. Vediamo come.

⚖️ Chi può accedere e a quali condizioni

Le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento sono rivolte ai soggetti non assoggettabili alla liquidazione giudiziale (il vecchio fallimento):

  • consumatori (persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei all’attività d’impresa o professionale);
  • piccoli imprenditori sotto le soglie di fallibilità, artigiani, start-up innovative;
  • professionisti, lavoratori autonomi e imprese agricole;
  • enti non commerciali e associazioni.

Requisito chiave è la meritevolezza: il debitore non deve aver causato il sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode (ad esempio indebitandosi sapendo di non poter restituire).

🛠️ Le tre procedure principali

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore: un piano che propone ai creditori il pagamento (anche parziale e dilazionato) sostenibile in base al reddito. Viene omologato dal giudice e non richiede il voto dei creditori.
  • Concordato minore: riservato a imprenditori e professionisti, prevede una proposta ai creditori che votano il piano; punta alla continuità dell’attività o alla migliore soddisfazione dei creditori.
  • Liquidazione controllata: si mette a disposizione il patrimonio per soddisfare i creditori; al termine il debitore può ottenere l’esdebitazione dei debiti residui.

🆓 L’esdebitazione dell’incapiente: ripartire da zero

La novità più importante è l’esdebitazione del debitore incapiente: chi non ha alcun patrimonio né reddito aggredibile e non è in grado di offrire nulla ai creditori può ottenere comunque la cancellazione dei debiti, a condizione di essere meritevole. È concessa una sola volta e prevede l’obbligo di destinare ai creditori eventuali utilità rilevanti sopravvenute nei quattro anni successivi. È un vero “fresh start” che consente di ricominciare.

🔒 Il blocco di pignoramenti e azioni esecutive

Con il deposito della domanda e i provvedimenti del giudice, le procedure consentono di sospendere o impedire le azioni esecutive e cautelari dei creditori (pignoramenti dello stipendio, della casa, dei conti). Questo dà al debitore il respiro necessario per definire il piano senza che il patrimonio venga eroso nel frattempo.

🧭 Come si avvia la procedura

  • 1. Rivolgiti a un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) o a un professionista nominato (gestore della crisi).
  • 2. Raccogli la documentazione: elenco dei debiti, redditi, patrimonio, atti dei creditori, buste paga, dichiarazioni dei redditi.
  • 3. Il gestore redige la relazione e predispone il piano o la liquidazione.
  • 4. Deposito al Tribunale competente e fase di omologazione.
  • 5. Esecuzione del piano ed eventuale esdebitazione finale.

La nostra associazione può orientarti verso l’OCC competente e affiancarti nella raccolta dei documenti.

❓ Domande frequenti

Posso perdere la casa con queste procedure?

Dipende dalla procedura e dal piano. Nella ristrutturazione del consumatore si può talvolta conservare l’abitazione continuando a pagare il mutuo; nella liquidazione i beni vengono di norma realizzati. Ogni caso va valutato con il gestore della crisi: l’obiettivo è la soluzione sostenibile e meno gravosa possibile.

Anche i debiti con il Fisco e l’Agenzia Riscossione rientrano?

Sì. Le procedure possono includere cartelle esattoriali, tributi e contributi, con possibilità di pagamento parziale (falcidia) nei limiti previsti dalla legge. È uno dei principali vantaggi rispetto alla semplice rateizzazione.

Quanto dura e quanto costa?

I tempi variano (da pochi mesi per l’omologa del piano a procedure più lunghe per la liquidazione). I costi dell’OCC sono regolati da tabelle e, per i redditi più bassi, sono previste agevolazioni. Il risparmio rispetto all’accumulo di interessi e spese esecutive è in genere notevole.

🔗 Risorse utili

📚 Approfondisci sul nostro sito

Sommerso dai debiti e non sai da dove iniziare? Chiama il Numero Verde 800 210 825: ti orientiamo gratuitamente verso la procedura più adatta.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato.

O
Redazione Associazione Omnia
Associazione di tutela dei consumatori con sede a Patti (ME), Sicilia. Dal 2010 al fianco dei cittadini della provincia di Messina per la difesa dei diritti dei consumatori. Numero Verde: 800 210 825
Diventa socio di Associazione Omnia!  Iscriviti gratuitamente e difendi i tuoi diritti.
Iscriviti ora →