Pignoramento di stipendio e conto corrente: limiti e somme impignorabili

Pubblicato: 13 Giugno 2026 | Redazione Associazione Omnia, Patti (ME)

📌 In sintesi (TL;DR)

  • Lo stipendio e la pensione possono essere pignorati solo entro limiti precisi: di regola un quinto (20%).
  • La pensione è impignorabile fino a una quota minima vitale (circa 1,5 volte l’assegno sociale); oltre, solo il quinto dell’eccedenza.
  • Sul conto corrente, le somme da stipendio/pensione già accreditate sono pignorabili solo per la parte che eccede 3 volte l’assegno sociale.
  • Esistono beni e somme totalmente impignorabili (beni essenziali, alcuni sussidi).
  • Contro un pignoramento illegittimo si può proporre opposizione al giudice.

Ricevere un atto di pignoramento è angosciante, ma la legge pone limiti rigorosi a ciò che i creditori possono aggredire: lo stipendio e la pensione non possono mai essere prosciugati. Conoscere questi limiti è il primo passo per difendersi da pignoramenti eccessivi o illegittimi.

💼 Pignoramento dello stipendio: il limite del quinto

Lo stipendio del lavoratore dipendente può essere pignorato, ma in misura limitata:

  • per i debiti ordinari (banche, finanziarie, fornitori), il limite è un quinto (20%) dello stipendio netto;
  • per i crediti alimentari (mantenimento), la misura è stabilita dal giudice;
  • in presenza di più cause di pignoramento contemporaneamente, il totale non può comunque superare, di norma, la metà dello stipendio.

Il datore di lavoro (terzo pignorato) trattiene la quota e la versa secondo l’ordinanza del giudice.

👴 Pensione: la quota minima vitale è intoccabile

La pensione gode di una tutela rafforzata. È impignorabile la parte necessaria al sostentamento, individuata in una “quota minima vitale” pari a circa una volta e mezza l’assegno sociale. Solo la parte eccedente questa soglia può essere pignorata, e comunque nei limiti del quinto. È un principio confermato dalla Corte Costituzionale a tutela dei pensionati.

🏦 Pignoramento del conto corrente

Quando stipendio o pensione vengono accreditati sul conto, le regole cambiano:

  • se l’accredito è anteriore al pignoramento, le somme sono pignorabili solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale;
  • se l’accredito avviene dopo il pignoramento, si applicano i limiti del quinto;
  • il resto del saldo (da altre fonti) può essere pignorato secondo le regole ordinarie.

È fondamentale far emergere la provenienza delle somme: spesso le banche bloccano l’intero saldo e occorre attivarsi per sbloccare la parte protetta.

🚫 Cosa è totalmente impignorabile

  • beni indispensabili per la vita domestica (letto, tavolo, elettrodomestici essenziali, vestiario);
  • strumenti necessari al lavoro (entro certi limiti);
  • alcuni sussidi assistenziali e prestazioni a carattere alimentare;
  • crediti aventi natura strettamente alimentare salvo autorizzazione del giudice.

Anche la prima casa non può essere pignorata dall’Agenzia Riscossione se è l’unico immobile, è adibito ad abitazione e non è di lusso (regole specifiche per il Fisco; i creditori privati seguono regole diverse).

⚖️ Come difendersi: l’opposizione

  • Verifica i limiti: se il pignoramento supera le soglie, è in parte illegittimo.
  • Opposizione all’esecuzione: se contesti il diritto del creditore a procedere.
  • Opposizione agli atti esecutivi: per vizi formali, entro 20 giorni.
  • Istanza di riduzione/conversione: puoi chiedere al giudice di sostituire i beni con una somma di denaro rateizzata.
  • Valuta le procedure di sovraindebitamento se i debiti sono molteplici e insostenibili.

❓ Domande frequenti

Possono pignorarmi più di un quinto se ho tanti debiti?

I diversi pignoramenti concorrono, ma esiste un tetto complessivo: salvo i crediti alimentari, la somma delle trattenute non può di regola superare la metà dello stipendio. Se vedi trattenute superiori, fai verificare l’ordinanza: potrebbe esserci un errore da opporre.

La banca mi ha bloccato tutto il conto dove ricevo la pensione: è giusto?

No, non del tutto. La parte di pensione già accreditata è protetta fino al triplo dell’assegno sociale. Occorre però documentare l’origine delle somme e, se necessario, fare istanza al giudice per lo sblocco della quota impignorabile.

Cosa succede se non ho proprio nulla di pignorabile?

Se sei nullatenente e incapiente, il pignoramento può risultare infruttuoso. In questi casi le procedure di sovraindebitamento con esdebitazione dell’incapiente possono consentire la cancellazione dei debiti residui. È una via concreta per ripartire.

🔗 Risorse utili

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato.

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Redazione Associazione Omnia
Associazione di tutela dei consumatori con sede a Patti (ME), Sicilia. Dal 2010 al fianco dei cittadini della provincia di Messina per la difesa dei diritti dei consumatori. Numero Verde: 800 210 825
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