📌 In sintesi (TL;DR)
- I green claims sono le affermazioni ambientali sui prodotti (“eco”, “green”, “a impatto zero”): se generiche o non provate sono vietate.
- Dal 2026 le nuove regole UE vietano le dichiarazioni ambientali vaghe e l’uso di marchi di sostenibilità non certificati.
- “Carbon neutral” basato solo su compensazioni non può più essere presentato come reale beneficio del prodotto.
- Le aziende devono dimostrare con dati ciò che affermano: il consumatore ha diritto a informazioni chiare e verificabili.
- Le pratiche di greenwashing sono segnalabili all’AGCM e sanzionabili.
“Ecologico”, “naturale”, “amico dell’ambiente”, “a impatto zero”: le etichette verdi sono ovunque, ma spesso dietro le parole non c’è nulla di concreto. È il greenwashing, e l’Unione Europea ha deciso di mettervi un freno con regole più severe sui green claims. Ecco cosa cambia e come riconoscere le furberie ecologiche.
🌿 Cosa sono i green claims
I green claims (asserzioni ambientali) sono tutte le affermazioni con cui un’azienda comunica un presunto beneficio ambientale di un prodotto, servizio o dell’azienda stessa. Possono riguardare materiali, processi, emissioni, riciclabilità. Il problema nasce quando sono generiche, ambigue o non dimostrate, e finiscono per ingannare chi acquista pensando di fare una scelta sostenibile.
📜 Le nuove regole UE: cosa è vietato
Il quadro europeo (direttiva sui green claims / “Empowering Consumers”, recepita anche in Italia) interviene modificando le norme sulle pratiche commerciali e sui diritti dei consumatori. In particolare diventano vietate:
- le affermazioni ambientali generiche senza prova (“eco”, “green”, “rispettoso dell’ambiente” usati genericamente);
- i marchi di sostenibilità non basati su sistemi di certificazione riconosciuti o non verificati;
- dichiarare che un prodotto è neutrale per il clima (“carbon neutral”) quando ciò si fonda solo su compensazioni di emissioni;
- attribuire al prodotto come caratteristica distintiva ciò che è in realtà un obbligo di legge;
- vantare benefici relativi all’intero prodotto quando riguardano solo una parte di esso.
🔍 Come riconoscere il greenwashing
- Parole vaghe senza dati: “naturale”, “pulito”, “amico del pianeta” senza spiegazioni.
- Immagini ingannevoli: foglie, colore verde, paesaggi incontaminati per prodotti tutt’altro che ecologici.
- Loghi inventati che imitano certificazioni ufficiali.
- Dato isolato: si evidenzia un piccolo aspetto green ignorando l’impatto complessivo.
- Promesse future (“saremo a zero emissioni nel 2050”) usate come se fossero risultati attuali.
✅ I tuoi diritti come consumatore
- diritto a informazioni chiare, veritiere e verificabili sulle caratteristiche ambientali;
- possibilità di chiedere le prove a sostegno di un’affermazione green;
- tutela contro le pratiche commerciali ingannevoli: un acquisto indotto da un green claim falso può essere contestato;
- diritto di segnalare il greenwashing alle autorità.
🧾 Come segnalare un’azienda
- Documenta: salva la pubblicità, l’etichetta, la pagina prodotto con il claim contestato.
- Chiedi le evidenze: un’azienda corretta deve poter dimostrare ciò che afferma.
- Segnala all’AGCM: l’Antitrust sanziona le pratiche ingannevoli, anche ambientali.
- Rivolgiti a un’associazione consumatori per la diffida e l’eventuale azione collettiva.
❓ Domande frequenti
Un prodotto dichiarato “carbon neutral” è davvero a zero emissioni?
Non necessariamente. Spesso la “neutralità” si basa su compensazioni (es. acquisto di crediti di carbonio) e non su una reale riduzione delle emissioni del prodotto. Le nuove regole vietano di presentare come beneficio del prodotto una neutralità fondata solo su compensazioni: diffida di questi claim.
Ho comprato un prodotto perché “ecologico” ma non lo era: posso fare qualcosa?
Sì. Se la scelta d’acquisto è stata indotta da un claim ambientale ingannevole, si tratta di una pratica commerciale scorretta: puoi contestare l’acquisto, chiedere il rimborso ed esercitare l’eventuale recesso (se online). Conserva le prove e segnala all’AGCM.
Come distinguo una certificazione vera da un logo inventato?
Le certificazioni serie fanno capo a enti e standard riconosciuti e sono verificabili (es. sui siti ufficiali degli organismi di certificazione o marchi UE come l’Ecolabel). Diffida di simboli “verdi” generici creati dall’azienda stessa senza un sistema di verifica indipendente.
🔗 Risorse utili
- AGCM – Antitrust — segnalazione di greenwashing e pratiche scorrette.
- Commissione Europea – Ambiente — green claims ed Ecolabel UE.
- MIMIT — tutela del consumatore e informazione sui prodotti.
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Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato.

