Vittima di una truffa online? Potrebbe risponderne la banca.

Pubblicato: 9 Aprile 2014 | Aggiornato: 3 Maggio 2026 | Redazione Associazione Omnia, Patti (ME)

\"\"Il “Phishing” è la tecnica utilizzata dai criminali informatici per svuotare i conti corrente e le carte di credito.

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Per evitarlo è sufficiente adottare alcune precauzioni.
Per scoprite se il sito della vostra banca è autentico si può verificare che nella barra degli indirizzi compaia la dicitura https. Se compare la dicitura http non è autentico.
Gli artt. 10 e 11 del d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 11 tutela il consumatore vittima di phishing. Tutte le volte in cui il cliente dichiari di non aver autorizzato la propria banca al pagamento “fraudolento”, sarà quest’ultima tenuta a rimborsarlo. La banca deve provare la colpa del cliente se non vuole risarcirlo, dando prova che questi ha tenuto un comportamento imprudente.
Se però la banca che ha rimborsato immediatamente il cliente dimostra che l’operazione era stata autorizzata, allora la somma dovrà esserle restituita.
Inoltre, il cliente non sarà rimborsato se ha agito con imprudenza e imperizia particolarmente gravi.
Non si deve rispondere ad e-mail provenienti da soggetti che chiedono di digitare i propri dati, né aprire file dei quali non si conosce la provenienza.
Quando ci si accorge di qualche anomalia mandare subito una e-mail all’emittente della carta per bloccarla o per bloccare l’operatività online del conto.

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Redazione Associazione Omnia
Associazione di tutela dei consumatori con sede a Patti (ME), Sicilia. Dal 2010 al fianco dei cittadini della provincia di Messina per la difesa dei diritti dei consumatori. Numero Verde: 800 210 825
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