In sintesi. Se hai fatto un bonifico all’IBAN sbagliato, o a qualcuno che si ĆØ rivelato un truffatore, il bonifico non si può “annullare” con un clic. Però non ĆØ detto che i soldi siano persi: la banca deve attivarsi per cercare di recuperarli, chi li ha ricevuti senza averne diritto deve restituirli e, se pensi che la banca abbia sbagliato, puoi rivolgerti gratis o quasi all’Arbitro Bancario Finanziario. La regola d’oro ĆØ una sola: muoviti subito, nelle prime ore.

Hai sbagliato l’IBAN: di chi ĆØ la colpa?
Risposta diretta. Se l’IBAN l’hai scritto tu e la banca ha eseguito il bonifico esattamente su quell’IBAN, per la legge il bonifico ĆØ stato eseguito “correttamente”. La banca non risponde del tuo errore, ma ha comunque degli obblighi verso di te.
Il punto di partenza ĆØ l’art. 24 del d.lgs. 11/2010, la legge italiana sui servizi di pagamento. Dice tre cose semplici:
- se il bonifico ĆØ eseguito in base all’identificativo unico (per il bonifico ĆØ l’IBAN, cioĆØ il codice che identifica il conto), si considera eseguito correttamente per quanto riguarda il beneficiario;
- se l’IBAN che hai fornito ĆØ sbagliato, la banca non ĆØ responsabile della mancata o inesatta esecuzione;
- la banca ĆØ responsabile solo di eseguire il bonifico secondo l’IBAN, anche se le hai dato altre informazioni (per esempio il nome del beneficiario).
Quest’ultimo punto ĆØ importante: per molti anni il nome del beneficiario scritto nel bonifico non veniva controllato. Se l’IBAN era di un’altra persona, i soldi finivano a lei, anche se il nome era diverso. Dal 2025 le cose sono cambiate, come vedremo, ma la regola di base resta: l’IBAN comanda.
Esempio concreto: devi pagare l’affitto e, copiando l’IBAN del proprietario, inverti due cifre. Il bonifico finisce sul conto di uno sconosciuto. La banca non ha colpa per l’errore di battitura, ma non può nemmeno lavarsene le mani.
Che cosa deve fare la banca per aiutarti?
Risposta diretta. Anche se l’errore ĆØ tuo, la tua banca deve fare sforzi ragionevoli per recuperare i soldi, la banca del beneficiario deve collaborare e, se il recupero non riesce, la tua banca deve darti per iscritto le informazioni utili per agire.
Lo stesso art. 24 del d.lgs. 11/2010 prevede che:
- la banca di chi paga (la tua) “compie tuttavia sforzi ragionevoli per recuperare i fondi”;
- la banca di chi ha ricevuto il denaro “ĆØ tenuta a collaborare”, anche comunicando alla tua banca ogni informazione utile;
- se non ĆØ possibile recuperare i fondi, la tua banca, su tua richiesta scritta, deve fornirti “ogni informazione disponibile” utile per un’azione di tutela, cioĆØ per poter chiedere i soldi direttamente a chi li ha ricevuti;
- se il contratto lo prevede, la banca può addebitarti le spese sostenute per il recupero.
In pratica, la tua banca invia alla banca del beneficiario una richiesta di richiamo del bonifico (spesso chiamata recall). Attenzione però: la banca del beneficiario, di norma, non può prendere i soldi dal conto del suo cliente senza il suo consenso. Se chi ha ricevuto il denaro è una persona onesta, spesso acconsente e la cosa si chiude. Se non risponde, o se ha già speso o spostato i soldi, il richiamo può non andare a buon fine.
Per questo la richiesta scritta del punto 3 ĆØ preziosa: senza quei dati non sapresti nemmeno a chi chiedere la restituzione.
Posso bloccare o annullare un bonifico giĆ partito?
Risposta diretta. Di regola no. Una volta che la banca ha ricevuto l’ordine, il bonifico non si può più revocare da soli; dopo, si può solo provare a recuperare i soldi.
L’art. 17 del d.lgs. 11/2010 stabilisce che, una volta ricevuto dalla banca, “l’ordine di pagamento non può essere revocato dall’utente”. Scaduti i termini previsti dalla legge, la revoca ĆØ possibile solo se ĆØ concordata fra il cliente e le banche coinvolte.
Ci sono però due situazioni da conoscere:
- se hai concordato con la banca che il bonifico parta in una data futura, la legge ti consente di revocarlo non oltre la fine della giornata operativa precedente (art. 17, comma 4): controlla subito nell’app o chiama la banca;
- con il bonifico istantaneo i soldi arrivano sul conto del beneficiario in pochi istanti: non c’ĆØ alcun margine per fermarlo. Per questo, prima di confermare, vale la pena controllare due volte.
Se il bonifico ĆØ partito da pochi minuti, telefona comunque alla banca (al numero che trovi sul sito ufficiale o sul retro della carta, mai a un numero ricevuto per SMS): a volte un bonifico ordinario non ĆØ ancora stato trasmesso, e ogni minuto conta.
Chi ha ricevuto i soldi per errore deve restituirli?
Risposta diretta. SƬ. Chi riceve un pagamento che non gli spettava deve restituirlo: ĆØ la regola dell’indebito, prevista dal codice civile.
L’art. 2033 del codice civile dice che chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere (cioĆØ di farsi restituire) ciò che ha pagato. Chi ha ricevuto il tuo bonifico per errore non ha alcun diritto di tenerlo.
Se la banca, su tua richiesta scritta, ti comunica i dati del beneficiario, puoi:
- scrivergli una lettera (meglio con raccomandata A/R o PEC) chiedendo la restituzione entro un termine;
- se non risponde, valutare con un professionista di fiducia le azioni possibili. Ogni caso va valutato sui documenti: conta l’importo, quanto tempo ĆØ passato, se il beneficiario ĆØ rintracciabile e solvibile.
Bonifico fatto a un truffatore: ĆØ la stessa cosa?
Risposta diretta. No, ed ĆØ giusto dirlo chiaramente: se il bonifico l’hai disposto tu, anche se ingannato, recuperare i soldi ĆØ più difficile che nel caso di una carta clonata. Ma ci sono comunque passi da fare subito.
Pensa a questi casi, purtroppo frequenti:
- un finto operatore della banca ti chiama dal numero “giusto” e ti convince a spostare i soldi su un “conto sicuro”;
- un falso venditore online ti chiede il pagamento con bonifico;
- una mail apparentemente del fornitore ti comunica un “nuovo IBAN” per pagare la fattura;
- un finto annuncio di lavoro ti chiede un anticipo.
Le regole sui pagamenti non autorizzati (quelle che proteggono, ad esempio, chi si ritrova addebiti con la carta clonata) riguardano le operazioni che non hai disposto tu. Quando il bonifico lo hai autorizzato tu, anche sotto inganno, la situazione è diversa e la banca, in genere, contesta di dover rispondere. Non è però una regola assoluta: se ci sono stati malfunzionamenti, mancanze nei controlli o comunicazioni sospette che la banca avrebbe dovuto intercettare, la questione va valutata caso per caso, sui documenti.
Cosa fare subito, in caso di truffa:
- chiama la banca e chiedi il richiamo del bonifico, spiegando che si tratta di una frode;
- sporgi denuncia alla Polizia Postale o ai Carabinieri, portando ricevuta del bonifico, screenshot, messaggi, numeri di telefono;
- consegna copia della denuncia alla banca e chiedi per iscritto che venga trasmessa alla banca del beneficiario;
- cambia le password e, se hai dato codici o credenziali, fai bloccare l’accesso all’home banking.
Più tempo passa, più è probabile che il truffatore abbia già svuotato il conto di arrivo.
Che cosa cambia con la verifica del nome del beneficiario?
Risposta diretta. Dal 9 ottobre 2025 la banca, prima che tu confermi un bonifico ordinario o istantaneo, controlla se il nome del beneficiario corrisponde all’IBAN e ti mostra l’esito. Ć un aiuto importante contro errori e truffe, ma la decisione finale resta a te.
Secondo la Banca d’Italia, la verifica del beneficiario (in inglese Verification of Payee, VoP) ĆØ obbligatoria dal 9 ottobre 2025 per i bonifici ordinari e istantanei, in attuazione del Regolamento (UE) 2024/886. Il controllo da’ uno di quattro esiti:
- corrispondenza: il nome e l’IBAN coincidono;
- corrispondenza parziale: il nome ĆØ simile (per esempio un errore di battitura);
- mancata corrispondenza: il nome non corrisponde al titolare del conto;
- verifica impossibile: il controllo non si ĆØ potuto fare.
Dopo aver visto l’esito, sei tu a decidere se confermare il bonifico. Attenzione: se l’app ti avvisa che il nome non corrisponde e tu confermi lo stesso, sarĆ molto difficile, poi, sostenere che la colpa dell’errore ĆØ della banca. Davanti a un avviso di mancata corrispondenza, fermati: richiama il beneficiario a un numero che conosci (non quello indicato nella mail o nel messaggio) e chiedigli conferma dell’IBAN.
Al contrario, se la verifica non ti ĆØ stata proposta, o se ti ha dato un esito sbagliato, conservane le prove (screenshot della schermata di conferma): possono servire in un reclamo.
Come fare reclamo alla banca e all’Arbitro Bancario Finanziario
Risposta diretta. Se la banca non si attiva, non ti risponde o pensi che abbia sbagliato, scrivi un reclamo. Se la risposta non ti soddisfa, puoi presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), con un contributo di 20 euro.
L’ABF ĆØ un organismo che decide le liti fra clienti e banche in modo più semplice e rapido di una causa. Le regole principali, dal sito ufficiale dell’ABF:
- prima serve un reclamo scritto alla banca: ĆØ obbligatorio;
- la banca deve rispondere entro 60 giorni; per i servizi di pagamento (come il bonifico) il termine ĆØ di 15 giorni lavorativi;
- il ricorso all’ABF non si può presentare se sono passati più di 12 mesi dal reclamo (in quel caso puoi fare un nuovo reclamo);
- si possono chiedere somme fino a 200.000 euro;
- il contributo ĆØ di 20 euro; il ricorso si invia online dal portale ABF.
Cosa fare adesso
- Entro pochi minuti: chiama la banca ai recapiti ufficiali e chiedi di bloccare (se ancora possibile) o richiamare il bonifico.
- Raccogli i documenti: ricevuta del bonifico con il codice identificativo (CRO o TRN), IBAN e nome inseriti, screenshot dell’esito della verifica del beneficiario, eventuali messaggi o mail ricevuti.
- Se ĆØ una truffa: denuncia subito alla Polizia Postale o ai Carabinieri e consegna la denuncia alla banca.
- Metti tutto per iscritto: invia alla banca la richiesta di richiamo e, per il caso in cui non riesca, la richiesta delle informazioni utili ex art. 24 d.lgs. 11/2010 (trovi un modello qui sotto). Usa PEC, raccomandata o il canale reclami indicato sul sito della banca.
- Se conosci il beneficiario (errore di IBAN fra persone note): contattalo e chiedigli di autorizzare la restituzione alla sua banca.
- Segnati le date: la banca ha 15 giorni lavorativi per rispondere al reclamo sui servizi di pagamento; dopo, valuta il ricorso all’ABF entro 12 mesi dal reclamo.
- Fatti aiutare: lo sportello di Omnia può aiutarti a scrivere il reclamo e a capire se ci sono i presupposti per l’ABF.
Modello di lettera alla banca
Oggetto: richiesta di richiamo del bonifico e di informazioni ai sensi dell’art. 24 d.lgs. 11/2010
Spett.le «nome della banca», filiale di «città »
Io sottoscritto/a Ā«tuo nome e cognomeĀ», titolare del conto Ā«IBAN del tuo contoĀ», in data Ā«data del bonificoĀ» ho disposto un bonifico di euro Ā«importoĀ» con codice identificativo Ā«CRO o TRNĀ», a favore dell’IBAN Ā«IBAN indicato nel bonificoĀ».
Il bonifico è stato eseguito per errore / a seguito di una frode, come descritto di seguito: «breve descrizione dei fatti». Allego «ricevuta del bonifico; eventuale denuncia».
Vi chiedo di compiere ogni sforzo ragionevole per recuperare i fondi, attivando il richiamo presso la banca del beneficiario, come previsto dall’art. 24, comma 2, del d.lgs. 11/2010, e di informarmi per iscritto dell’esito.
Nel caso in cui il recupero non sia possibile, vi chiedo fin d’ora di fornirmi ogni informazione disponibile utile ai fini di un’azione di tutela, come previsto dalla stessa norma.
La presente vale anche come reclamo.
Ā«luogo e dataĀ» ā Ā«firmaĀ»
Domande frequenti
Posso annullare un bonifico giĆ partito? Di regola no: una volta che la banca l’ha ricevuto, il bonifico non si può più revocare da soli. Si può però chiedere subito il richiamo, e se il bonifico era programmato per una data futura di solito c’ĆØ tempo fino al giorno lavorativo prima.
Se ho sbagliato l’IBAN la banca deve restituirmi i soldi? No, la banca non risponde di un IBAN sbagliato inserito da te. Deve però fare sforzi ragionevoli per recuperare i fondi e, se non ci riesce, darti su richiesta scritta le informazioni per agire contro chi li ha ricevuti.
Chi ha ricevuto per errore il mio bonifico può tenerselo? No. Chi riceve un pagamento non dovuto deve restituirlo (art. 2033 del codice civile). Se non lo fa spontaneamente, si può agire nei suoi confronti.
La banca può farmi pagare il recupero? Sì, ma solo se il contratto lo prevede. Controlla il foglio informativo del conto o chiedi alla banca quanto costa prima che avvii il richiamo.
Che cos’ĆØ la verifica del beneficiario? Ć il controllo, obbligatorio dal 9 ottobre 2025, con cui la banca ti dice se il nome del beneficiario corrisponde all’IBAN prima che tu confermi il bonifico. Se ti segnala una mancata corrispondenza, fermati e verifica.
Quanto costa il ricorso all’ABF? 20 euro di contributo. Serve prima un reclamo scritto alla banca e il ricorso va presentato entro 12 mesi dal reclamo.
Hai bisogno di aiuto?
Se hai fatto un bonifico sbagliato o sei stato vittima di una truffa, non restare solo: rivolgiti allo sportello di Omnia dalla pagina Chiedi aiuto a Omnia. Ti aiutiamo a mettere in ordine i documenti, a scrivere il reclamo e a capire se ha senso rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario o, quando serve, a un professionista di fiducia.
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Informazioni aggiornate a ottobre 2026.
Questo articolo ĆØ stato redatto dalla redazione di Omnia con l’ausilio di un sistema di intelligenza artificiale. Segnalazioni e correzioni: pagina Ā«Chiedi aiuto a OmniaĀ» del sito.


